Inquadramento territoriale

Il perimetro consortile

Il perimetro consortile segue i sottoscritti confini:

  • delimitazione tra il Consorzio di Bonifica n. 1 (Val di Paglia Superiore )e n. 2 (Maremma Etrusca):
    a partire dal confine regionale fra il Lazio e la Toscana, confine fra Farnese e Valentano, confine fra Valentano ed Ischia di Castro, confine fra Valentano e Cellere, confine fra Cellere e Piansano, confine fra Piansano e Arlena di Castro, confine fra Arlena di Castro e Tuscania, confine fra Tuscania e Tessennano, confine fra Tuscania e Canino fino all'intersezione con il torrente Arrone, torrente Arrone verso monte fino alla località Guado Pescarolo, lungo la strada verso Poggio del Diavolo, poi verso Sud fino ad incontrare la strada Tuscania-Tarquinia all'altezza di Casale Franginello, poi verso Sud e ancora verso Est lungo la strada di Casale Quarticciolo, e ancora, verso Sud, lungo la strada fino al confine fra i Comuni di Tuscania e Monte Romano, confine fra Tuscania e Monte Romano verso Nord, confine fra Monte Romano e Viterbo, confine fra Viterbo e Vetralla fino al punto di confine fra i territori comunali di Viterbo, Vetralla e Caprarola;

 

  • delimitazione fra i Consorzi di Bonifica n. 1 (Val di Paglia Superiore) e n. 3 (Tevere Agro Romano):
    a partire dal punto di confine fra i territori comunali di Vetralla, Caprarola e Viterbo, confine fra Viterbo e Caprarola, confine fra Viterbo e Canepina, confine fra Soriano nel Cimino e Canepina, confine fra Soriano nel Cimino e Vallerano, confine fra Soriano nel Cimino e Vignanello, confine fra Vasanello e Vignanello, confine fra Vasanello e Gallese, confine fra Orte e Gallese fino al confine regionale fra Lazio e Umbria;

 

  • a Est::
    a partire dal confine regionale fra Lazio e Umbria, segue il confine con il Consorzio di Bonifica del Tevere Nera fino al confine con l'Umbria in corrispondenza del confine fra Castiglione in Teverina e Lubriano, confine fra Lazio e Umbria verso Nord fino al Pod. Poggio Spano; in Comune di San Casciano Bagni, Poggio Belvedere, Poder Nuovo, centro abitato di San Casciano Bagni, località Marnaia, Monte Cetona;

 

  • a Nord:
    in Comune di Radicofani, Monte Cetona, Casale Babi, Monte Calcinaio, Poggio Casano, la Fortezza, Poggio Sasseta, Monte Nebbioso, le Conie; in Comune di Abbadia San Salvatore strada Provinciale Abbadia San Salvatore-le Conie, Pod. Zaccaria, Pozzo della Stella;

 

  • Ovest:
    in Comune di Abbadia San Salvatore, Pozzo della Stella, Croce del Monte Amiata, Colle Bellaria, Sasso dei tre confini, confine provinciale fra Grosseto e Siena; in Comune di Piancastagnaio per Case Fioravanti fino a Poggio Perazzette, Pod. Pietrone, Poggio Roccaccia, Poggio Pampagliano; in Comune di Castell'Azzara, Poggio Paiccione, Poggio Castagno, la Ripa di Selvena, la Fonte del Carpino; in Comune di Sorano, il Troscio, Poggio Faggi Segnati, la Roccaccia di Monte Vitozzo, la Fonte del Bellino, Monte Elmo, Casa Sbraci, Pod. Marcantonio, Pod. Pratolungo, Pod, Santa Giuditta, Pod. Riservo, confine fra Lazio e Toscana fino al confine con il Consorzio n. 2 in località Monte Becco.
    La superficie ed il perimetro risultano, in ogni caso, dagli atti costitutivi dell'Ente.

 

L’ambiente fisico


Il comprensorio è dato per circa il 20% della sua superficie da aree altocollinari e montane e per il rimanente da un insieme collinare che, in corrispondenza delle formazioni vulcaniche o di sedimentazione lacustre che circondano il lago di Bolsena e la caldera di Latera, assume un andamento piano o lievemente declivio.
La parte montana, che corona la Valle del Paglia, tocca la sua massima altitudine sul Monte Amiata (m. 1738). La fascia che corre lungo il confine ovest del comprensorio è quella delle maggiori altitudini assolute e medie in quanto raramente si scende al di sotto dei m. 700. Questa fascia, con andamento non molto movimentato (le sue pendenze per la gran parte rientrano nella classe 10-20%), caratterizza il territorio riclassificato di bonifica montana che è costituito dai terreni di origine pliocenica superficiali la cui più idonea destinazione è data dal bosco.
La fascia che corre lungo il confine est presenta altitudini più modeste (si mantiene sui 6-700 metri), è più movimentata ed è costituita in prevalenza da terreni pliocenici sabbio-argillosi o argilloso-sabbiosi con una migliore potenzialità produttiva tant’è che nelle aree ben esposte e di minor quota sono possibili le coltivazioni delle legnose agrarie.
La parte collinare a cavallo del Paglia e dei suoi affluenti è costituita nella quasi totalità da terreni pliocenici argillosi ed il suo andamento è molto vario ed anche accidentato. Le pendici presentano frequenti fenomeni di grave dissesto idrogeologico, con accentuate erosioni superficiali quasi sempre di origine calanchiva.
La diffusione, la gravità e l’estensione dei fenomeni calanchivi impediscono in diverse aree di ampiezza variabile l’esercizio dell’attività agricola anche nelle sue forme più semplici. Queste aree, che si riscontrano anche nell’alta collina e nella montagna (ma con frequenza, natura e intensità differenti), richiedono solleciti e costanti interventi per la difesa e conservazione del suolo. Nel loro complesso le aree calanchive coprono una superficie di oltre 2.700 ettari.
La parte collinare a corona del lago di Bolsena, è costituita da terreni di origine vulcanica autoctoni su tufi terrosi, solitamente profondi e di buona potenzialità produttiva; ha un andamento alquanto movimentato per cui sovente trova i suoi vincoli di utilizzazione nella forte acclività. In questa fascia collinare infatti, quando la giacitura e l’esposizione sono favorevoli, trovano idonea sede le legnose agrarie, fra le quali la vite fornisce prodotti tipici di alto pregio.
Le vaste aree pianeggianti trovano i loro vincoli o nella rigidità del clima invernale o nella siccità estiva, essendo ovunque i terreni di origine alluvionale profondi o molto profondi ed adatti ad una ampia gamma di colture.


Il comprensorio può essere diviso idrograficamente in tre bacini che possono essere indicati come:

  1. Bacino del fiume Paglia (a sua volta suddividibile in 12 sotto bacini)
  2. Bacino del fiume Fiora
  3. Bacino lago di Bolsena/fiume Marta.

 

Pedologia


Le formazioni pedologiche presenti nel comprensorio traggono origine dai seguenti tre tipi di materiale: alluvionale, pliocenico, vulcanico. I terreni di origine alluvionale caratterizzano le aree a cavallo del fiume Paglia e dei suoi affluenti. Si tratta in genere di terreni piani o leggermente declivi, profondi, ad aridità estiva, con nebbia nel periodo inverno-primavera, alta escursione termica stagionale e ricorrenza di gelate tardive. Questi terreni, pur essendo di elevata potenzialità produttiva, presentano serie limitazioni d’uso specie quando non si può beneficiare dell’ausilio dell’irrigazione.

I terreni di origine pliocenica caratterizzano tutte le aree collinari e montane, più o meno acclivi, poste a nord di Acquapendente; in pratica questi terreni corrispondono al comprensorio montano e alle aree a morfologia varia che si dipartono dal Paglia e dai suoi affluenti.

Nei terreni di origine pliocenica si distinguono tre formazioni: superficiali, argillosi e misti (argillosi-sabbiosi o sabbio-argillosi).

I terreni superficiali, per lo più montani, sono di scarso ed anche nullo interesse agricolo per cui, come già detto nel paragrafo precedente, la loro più idonea destinazione è il bosco quando non vi siano opportunità turistiche o minerarie.

I terreni argillosi sono solitamente idonei alle coltivazioni erbacee avvicendate, ma nei casi di terreni molto acclivi o ad aree esposte ai freddi venti di tramontana, la loro unica destinazione si ritrova nelle foraggere permanenti.

I terreni argillo-sabbiosi o sabbio-argillosi sono i rappresentativi delle colline a modesta pendenza e non movimentate; nelle aree ben esposte questi terreni sono particolarmente idonei alle legnose agrarie (vite ed olivo) ove danno prodotti di pregio; quando l’esposizione non è favorevole è bene fare ricorso alle foraggere permanenti.
I terreni di origine vulcanica coprono tutta la parte meridionale del comprensorio a partire dall’allineamento Acquapendente, Proceno, San Giovanni delle Contee fino alle sponde del lago di Bolsena.


Questi terreni sono i più fertili del comprensorio e le loro limitazioni d’uso dipendono da elementi microclimatici di esposizione o dalla attuale disponibilità di acqua per irrigazione.

 

Il clima

Il territorio nel suo insieme presenta un clima di carattere continentale; in esso però, in funzione della esposizione e della latitudine, vanno differenziate tre zone microclimatiche.

La prima zona comprende tutti i terreni oltre i 600 m. di quota, caratterizzati da limitata siccità estiva e precipitazioni medie annue oltre i 1.200 m.; le possibilità di coltivazione sono limitate a quelle boschive, essendo già da tempo scomparso l’olivo e in via di estinzione la vite.

La seconda zona comprende tutti i terreni con quota inferiore a 600 m. nell’ambito della valle del Paglia e dei suoi affluenti fino alla displuviale a corona del lago di Bolsena; le condizioni microclimatiche di questa zona, che presenta i caratteri climatici peninsulari interni, fanno escludere le colture di fruttiferi a precoce fioritura primaverile.

La terza zona, quella che si affaccia sul lago di Bolsena, ha da questo una notevole mitigazione dei caratteri climatici peninsulari interni. Qui, specie nella fascia rivierasca, è molto più ampia la scelta tra le possibili coltivazioni che, con l’ausilio dell’irrigazione possono essere anche quelle ortoflorofrutticole.
Utilizzazione del suolo

I dati forniti dalla seguente tabella mettono in evidenza che la coltivazione a “seminativo nudo” è tipo di utilizzazione del suolo più largamente diffuso.

 

Descrizione
Ettari
%
Seminativi nudi
25.858
41,56
Seminativi arborati e misto
seminativo con legnose
9.687
15,57
Legnose agrarie specializzate
3.428
5,51
Foraggere permanenti e incolti
produttivi
4.206
6,76
Calanchi
2.674
4,30
Boschi
16.361
26,30
 
_______
______
Superficie agraria e forestale
62.214
100,00


Naturalmente, data la vastità del comprensorio e la varietà delle situazioni ambientali, diversa è l’incidenza delle colture nei due tipi di zone agrarie: la zona che concorre maggiormente nella coltivazione dei seminativi è quella collinare e valliva, in cui è presente il 73,9% della superficie coltivata a seminativo dell’intero comprensorio. Segue la zona montana con il 26,1%.